Il Paradiso per davvero: recensione

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Dal 10 luglio arriva nei cinema italiani “Il Paradiso per davvero” diretto da Randall Wallace (“Un anno da ricordare”).
Adattamento cinematografico dell’omonimo best seller, il film racconta la storia vera e coraggiosa di un bambino e di suo padre, che ha commosso milioni di persone in tutto il mondo.
Todd Burpo (Greg Kinnear) è un pastore, un vigile del fuoco volontario ed un imprenditore di una piccola città americana. Il piccolo figlio Colton (Connor Corum) viene ricoverato in ospedale per un intervento chirurgico d’urgenza, da cui guarisce senza problemi. In realtà il piccolo racconterà di aver vissuto durante la sua operazione un’esperienza ultraterrena: è andato nell’Aldilà, ha incontrato Gesù in persona oltre ad altri familiari morti. Todd e sua moglie Sonja (Keilly Reilly) inizialmente sono scettici e spaventati dal racconto del piccolo, ma difronte a particolari rivelazioni non possono che credergli. Todd e la sua famiglia, però, dovranno presto confrontarsi con la comunità ed il suo muro di silenzio e ostracismo.
Il regista Wallace racconta una storia veramente accaduta sull’esperienza ultraterrena di un bambino e sceglie di farlo in modo delicato e gentile. Il regista infatti non vuole giudicare o discutere sulla veridicità del fatto, ma semplicemente narrarlo.
La struttura narrativa risulta fluida grazie soprattutto al talentuoso e giovanissimo protagonista Connor Corum, alla sua prima esperienza cinematografica, e a Greg Kinnear (“Qualcosa è cambiato”, “The English Teacher”).
Il film, in realtà, è così infarcito di immagini e concetti suggestivi che manca proprio del suo elemento principale: tutta la drammaticità della storia! In tal modo la pellicola si colora di toni fiabeschi che falsano e sviano completamente dalla veridicità del racconto.
Del cast fanno parte anche Margo Martindale (“I segreti di Osage County”) e Thomas Haden Church (“La mia vita è uno zoo”).
“Il Paradiso per davvero” è un family movie pieno di valori e buoni sentimenti.

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