Il regista Molteni: “il cinema italiano non è libero”

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In occasione della presentazione alla stampa a Roma del film “Bologna 2 agosto…I giorni della collera”, il regista Giorgio Molteni ha fortemente criticato il cinema italiano per non esser libero di esprimersi.
Il film ricostruisce l’efferata strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980, addebitata ai terroristi Francesca Mambro e Giusva Fioravanti.
Èdonna ha partecipato alla conferenza stampa in cui erano presenti i registi ed il cast, e ne riporta le battute più salienti.
Il regista Giorgio Molteni ha dichiarato:

“Questo è un tipo di cinema che si fa molto raramente oggi. La produzione culturale del cinema italiano soffre di un clima soporifero da cui bisognerebbe uscire. Non è un caso che questo film sia stato prodotto con soldi privati e quindi senza compromessi. Il cinema italiano non è libero. Se fai un film d’autore o che affronta tematiche come questa può essere anche l’ultimo film che fai. Di questo bisogna tenerne conto. In Italia abbiamo registi di grande valore che se non lo hanno mai fatto è perché non hanno trovato la libertà artistica di farlo. È rischioso, ci si può bruciare”.

Le accuse del regista sono state molto precise e sono importanti soprattutto perchè si rivolgono alle grandi Case di produzione, come Rai Cinema, che preferiscono finanziare commedie invece che film d’inchiesta!.

La scelta “coraggiosa e incosciente”, come l’hanno definita gli stessi registi, ha uno scopo preciso. Così il regista Daniele Santamaria Maurizio ha dichiarato

“I protagonisti non compaiono con i loro veri nomi perché volevamo ricostruire la vicenda processuale senza dover chiedere alcun permesso ai diretti interessati. Non volevamo correre dire delle false verità, né prendere posizioni colpevoliste o innocentiste. Il premier Renzi, come i suoi predecessori, hanno detto che leveranno il segreto di Stato. Rimuovetelo e ne sapremo di più. A tal fine speriamo che questo film inneschi la miccia giusta!”.

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