Sangue Sparso: recensione

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La regista Emma Moriconi ricorda le sanguinose vicende che sono susseguite ad Acca Larentia del 1978 con “Sangue Sparso”, al cinema dal 12 giugno.
Per la prima volta arriva sul grande schermo il racconto di tutti quei morti considerati di serie “B”, perchè missini ed in quanto tali, durante “Gli anni di Piombo”, trucidati, assassinati e perseguitati non solo dalla sinistra ma anche dalle stesse forze di polizia.
Un anziano attraversa il quartiere di Acca Larentia, zona Tuscolana, Roma, e ricorda quegli anni in cui militava nel Fronte della Gioventù, quando molti dei suoi amici persero la vita semplicemente perchè di destra. Il film così si sviluppa come un necrologio: ogni fotogramma è scadenzato da morti, giovani e giovanissimi assassinati brutalmente difronte ad uno Stato inerme o il più delle volte complice.
La regista Moriconi coraggiosamente porta sul grande schermo per la prima volta una tragica pagina di storia nazionale ed imprime nella mente dello spettatore tutti quei caduti, spesso dimenticati o rinnegati.
Se dal punto di vista storico-culturale, il film risulta essere molto importante per le tematiche svolte, dal punto di vista cinematografico mostra molte carenze. La sceneggiatura risulta troppo spesso confusionaria, il livello interpretativo molto basso, il ritmo zoppicante. Interessante, invece, risulta l’inquadratura scelta che elogia il Rinascimento con l’impianto figurativo piramidale. Così i fotogrammi sembrano dei quadri che esprimono tutta la loro drammaticità risultando molto incisivi.
Francesco Storace ha così commentato la pellicola nel suo editoriale su “Il Giornale d’Italia”:

“Santi laici. I martiri degli anni di piombo – a destra come a sinistra – emergono in tutta la loro eroica grandezza di fronte alla melma che torna ad emergere in questi giorni di fango e politica…
Ma soprattutto oggi c’è il dovere di far uscire dall’oblio una storia di onore e di passioni, di lutti e di gloria, che quarant’anni orsono precipitò l’Italia nel terrore, ma che fu infinitamente più grande dell’epoca misera in cui scorre questo tempo di ruberie”.

Di quei giovani morti per un’ideale, giusto o sbagliato che fosse, restano solo dei nomi su qualche targa e le lacrime delle madri.
Il film sicuramente non mancherà di innescare polemiche e feroci critiche: il revisionismo storico purtroppo non appartiene all’Italia e per comodità si preferisce spesso dimenticare piuttosto che discutere sulle ombre della nostra storia.
“Sangue Sparso” ha il merito di portare alla luce una tragica pagina di storia nazionale rimasta sconosciuta ai più.

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