Gravidanza: maggior probabilità di tumori nei figli con poche proteine

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Da uno studio sui topi svolto presso l’istituto di bioscienze dell’Università di San Paolo (Brasile) – e pubblicato sul periodo scientifico The Journals of Gerontology Series A -  è emerso che l’adozione di un regime alimentare in cui le proteine sono presenti solo in minima parte, durante la gravidanza e nel periodo dell’allattamento, può incrementare il rischio di sviluppo del cancro alla prostata nei nascituri.

Per spiegare questa potenziale problematica, i ricercatori individuano in un potenziale squilibrio ormonale la causa dell’insorgenza del maggior rischio. Durante lo studio, i ricercatori hanno ridotto al 6 percento l’apporto di proteine nella dieta, una percentuale ritenuta nettamente insufficiente rispetto al normale modello alimentare dei topi.

I ricercatori hanno quindi creato tre gruppi: uno con una dieta composta dal 17 percento di proteine tra gravidanza e le tre settimane di allattamento, all’interno del quale, i nascituri non hanno sviluppato alcun caso di tumore alla prostata entro i 540 giorni dalla nascita, cioè quando si ritiene un topo abbia raggiunto un’età avanzata.

Al secondo gruppo, invece, la dieta è stata alterata riducendo al 6 percento l’apporto proteico in gravidanza, riequilibrando il modello alimentare durante l’allattamento: il 33 percento dei nascituri, ha sviluppato un tumore alla prostata. Il terzo gruppo, invece, ha ricevuto un regime alimentare ipoproteico sia in gravidanza sia durante l’allattamento, con il risultato che il 50 percento dei topi ha dovuto fare i conti con l’insorgenza di un tumore.

Copywriter professionista appassionata di tutto ciò che riguarda la bellezza e la moda. Proprietaria del portale GlamChicBold.com.

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