Samantha De Grenet ha parlato del rapporto con Raz Degan

Scritto da   il   Nessun commento

17662258_115827008962216_7103049177919127552_n:

Samantha De Grenet ha parlato del rapporto con Raz Degan:
“Le prime due o tre settimane eravamo davvero molto uniti, l’unica persona con cui parlava lui ero io. E lui si è molto aperto con me. Io credo che lui mi rispetti, come io rispetto lui come persona. Ci siamo aperti, raccontati, sostenuti in alcuni momenti e lui mi ha raccontato che la sua difficoltà era proprio quella di socializzare. Poi le cose cambiano, sono subentrati gruppi e chiacchiericci, dinamiche strane in cui non c’entravo. Dopo ci siamo scontrati, anche grazie a Rocco, e ho cominciato a giudicare il giocatore, non la persona. Non mi sarei mai permessa di parlare delle persone, perché la realtà non la conosco. Ci siamo poi allontanati, siamo due personalità molto forti di carattere, ci rispettiamo molto. Poi quando il gioco è finito ci siamo abbracciati. E’ un uomo con un carattere particolare, molto forte, è un decisionista. Quindi o tu stai lì e tieni botta.. o se hai un carattere forte come il mio gli scontri sono inevitabili. Ci conoscevamo già prima, è un gioco.” Quando le chiedono di indicare un naufrago con il quale avrebbe trascorso una notte all’Isola dei primitivi, risponde senza esitazioni: “Raz, tutta la vita. Simone è troppo giovane, potrebbe essere mio figlio. Raz è un bellissimo cinquantenne, ha sta faccia che buca il video, un corpo che.. che gli vuoi dire? È un bonazzo. Poi, è un po’ difficile. Una notte. Poi basta, ciaone.” Samantha ha parlato anche di Rocco Siffredi:
“Non lo sopporto. (..) Il suo arrivo sull’isola a me è scocciato terribilmente. (..) In qualche modo credo che il suo arrivo mi abbia penalizzato, credo sia sfuggito dalle mani di tutti. Però io sono assolutamente tranquilla, chi mi conosce sa che io sono quella, non mi tengo un cecio in bocca e se devo discutere, discuto. Cerco sempre di farlo in maniera educata, spero di esserci riuscita, al 90% almeno. Ma non mi faccio mettere i piedi in testa. Io poi a casa avevo un figlio di undici anni che mi guardava e il messaggio doveva essere lineare con quella che è la realtà. Brando doveva riconoscere negli atteggiamenti e nei comportamenti la mamma. (..)”
Che ne pensate?

Commenta... la tua opinione è importante.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*